Il Milan Femminile U17 nel Torneo Rose del Moscato: le calciatrici del futuro
- antoinedirezione
- 3 set
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🖊️ Antonio Manca
Nelle ultime giornate di un'estate che entro un mese cederà il passo all'autunno, c'è un luogo in provincia di Bergamo che si anima di un'energia speciale, un'atmosfera sospesa tra il rigore della preparazione atletica e la pura gioia del gioco. Non è l'eco di una finale di Champions League, ma il fermento del Trofeo Nazionale Femminile "Le Rose del Moscato", un appuntamento annuale che, pur non avendo ancora la risonanza mediatica dei grandi eventi, è diventato un crogiolo fondamentale per il futuro del calcio femminile italiano. È qui, sui campi sportivi di Comonte di Seriate, Tribulina Gavarno e nel centro sportivo di Scanzorosciate, che il 31 agosto si è svolta l'ottava edizione del torneo, una kermesse di talento, passione e competizione, interamente condensata in un'unica giornata.
Il Trofeo Rose del Moscato non è un semplice torneo amichevole di inizio stagione. La sua formula, intensa e spietata, lo rende una vera e propria cartina di tornasole per le ambizioni delle squadre e delle singole atlete. La competizione, riservata alla categoria Under 17, si è svolta con la partecipazione di nove formazioni di vertice, suddivise in tre gironi all'italiana. Ogni gara, giocata su due tempi da 20 minuti ciascuno, ha rappresentato una corsa contro il tempo per accumulare punti e staccare il pass per le semifinali. L'organizzazione prevedeva l'accesso al turno successivo per le tre prime classificate nei gironi e per la migliore tra le seconde, creando un meccanismo che premiava non solo la vittoria, ma anche la solidità e la costanza.
La crescita e il riconoscimento di questo evento sono palpabili. La sua rilevanza è tale che la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) lo ha inserito nel calendario ufficiale, evitando sovrapposizioni con altri impegni federali. Ma ciò che conferisce un valore inestimabile a questa manifestazione è la sua funzione di vetrina per i talenti emergenti. Non è un caso se lo staff della Nazionale femminile, inclusa la selezionatrice della Nazionale U17 Selena Mazzantini, ha presenziato per osservare da vicino le giovani promesse.
La presenza federale non è una semplice formalità, ma un chiaro segnale che questi campi non sono solo luoghi di gioco, ma dei veri e propri "proving ground" per le future protagoniste del movimento calcistico italiano. Per le ragazze, ogni tocco, ogni dribbling, ogni gol ha un peso e un significato che va ben oltre il singolo risultato. È la possibilità di farsi notare, di scrivere il proprio nome su un taccuino destinato ai grandi palcoscenici del domani.

Il Cammino del Milan: dal Girone "Del Vino" alla Semifinale
In questo palcoscenico di talenti e ambizioni, il Milan Under 17 si è presentato con l'obiettivo di dimostrare il proprio valore. Inserite nel Girone "del Vino" insieme a Brescia e Sassuolo, le giovani rossonere hanno iniziato il loro cammino con la determinazione di chi non vuole lasciare nulla al caso. L'esordio è stato un vero e proprio trionfo di forza e organizzazione. Contro il Brescia, la formazione milanista ha dominato la scena, imponendosi con un netto 3-0. La partita è stata sbloccata da una scatenata Victoria Reccagni, autrice di una doppietta che ha messo in mostra il suo istinto da bomber e la sua capacità di finalizzazione. Il risultato è stato sigillato da Arianna Toschi, il cui gol - un tiro da fuori area finito sotto l'incrocio - ha completato un inizio di torneo semplicemente perfetto.
La seconda sfida del girone, contro il Sassuolo, è stata una prova di tutt'altro carattere. Le neroverdi si sono dimostrate un avversario più ostico e la partita si è trasformata in una battaglia tattica e fisica. Nonostante il confronto serrato, il Milan ha saputo reagire alle difficoltà, trovando la via del gol con Nadia Zecchina, il cui sigillo ha fissato il punteggio sull'1-1. Quel pareggio è stato molto più di un semplice punto: è stato un atto di resilienza, un segno che la squadra non si scomponeva di fronte alle difficoltà. Il risultato ha permesso alle rossonere di chiudere il Girone "del Vino" al secondo posto, a pari punti col Sassuolo ma in svantaggio nella differenza reti poichè le neroverdi avevano battuto 5-1 il Brescia, staccando comunque il pass per la semifinale e mantenendo intatto il loro sogno di gloria.
La fase a gironi, con una vittoria e un pareggio, ha dipinto un quadro di una squadra pronta e matura per il livello della competizione. Tuttavia, il calcio giovanile, come quello professionistico, è fatto di alti e bassi, e la semifinale ha rappresentato un salto di qualità nel livello di difficoltà. L'avversario era la Juventus, miglior prima dei 3 gironi, una società che da anni investe pesantemente nel settore giovanile e che vanta un palmarès impressionante. Il confronto non era solo un'altra partita, ma una vera e propria prova del nove contro una delle migliori accademie del calcio femminile. Nel girone le bianconere avevano battuto 6-0 la Cremonese e 5-0 il Verona. La Juventus ha dimostrato la sua superiorità tattica e di esecuzione, fermando la corsa rossonera con un netto 3-0.

La Battaglia Finale: Onore e Gol a Valanga
Le rossonere si sono ritrovate a disputare la finale per il terzo e quarto posto, incrociando nuovamente il cammino del Sassuolo, un avversario già noto e che nutriva a sua volta un desiderio di riscatto. Quella che ne è scaturita è stata una partita epica, un'autentica battaglia a suon di gol che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all'ultimo istante. Il Milan ha mostrato un cuore indomabile, non arrendendosi mai di fronte alle difficoltà e rispondendo colpo su colpo. Sara ElShamy, una delle eroine del recente Scudetto U15, si è caricata l'attacco sulle spalle (nonostante sia una centrocampista), realizzando una doppietta di pregevole fattura, mentre Sofia Colombo ha aggiunto il suo nome al tabellino con un'altra marcatura. Le rossonere hanno lottato, hanno creato occasioni e hanno mostrato un'incredibile capacità di reazione. Tuttavia, la partita è stata decisa da un'incredibile prestazione individuale che ha ribaltato ogni equilibrio. Sul fronte opposto, la giovane Sofia Chiessi ha inscenato uno spettacolo personale, segnando tutti e quattro i gol del Sassuolo. La sua performance, un mix di freddezza, abilità e talento purissimo, è stata il fattore determinante in un incontro altrimenti equilibratissimo. La sconfitta per 4-3, al termine di una partita ad altissimo ritmo e ricca di emozioni, ha sancito il quarto posto finale per il Milan.
L'epica battaglia contro il Sassuolo non è stata una sconfitta da dimenticare, ma un'ulteriore conferma della combattività e della forza d'animo di questa giovane squadra.

La Grandezza del Moscato. Albo d'Oro e Futuro Brillante.
Il Trofeo Rose del Moscato ha fornito un'immagine chiara e completa del livello del calcio femminile giovanile in Italia, una disciplina in costante e rapida evoluzione. Le nove squadre partecipanti all'ultima edizione hanno garantito un confronto di altissima qualità, un vero e proprio concentrato di eccellenze da tutto il paese. Le formazioni che si sono affrontate sono state:
Girone delle Rose: Cremonese, Verona, Juventus
Girone del Moscato: Como, Atalanta, Inter
Girone del Vino: Brescia, Milan, Sassuolo
Al termine di un'intensa giornata di gare, la finalissima per il primo e secondo posto ha visto l'Atalanta e la Juventus contendersi il trofeo. È stata l'Atalanta a trionfare, vincendo 1-0 e conquistando il titolo per la prima volta dopo sette anni. La rete decisiva è stata siglata da Viola Saccomandi, un gol che le è valso non solo la vittoria, ma anche il riconoscimento di miglior giocatrice del torneo, un segnale chiaro del suo straordinario talento.
Il risultato finale della competizione si inserisce in un quadro storico che evidenzia la fluidità e la competitività del calcio giovanile. Nelle edizioni precedenti, infatti, il torneo ha visto alternarsi diverse vincitrici, con la Juventus che si era aggiudicata le ultime due edizioni (la settima e la sesta). Il successo dell'Atalanta dimostra che non esiste un'unica potenza dominante, ma che le forze del calcio femminile giovanile si stanno distribuendo, alimentando una sana e necessaria rivalità tra le accademie. Questo scenario competitivo è il terreno fertile su cui crescono le future campionesse.
Il viaggio delle rossonere a Scanzorosciate è stato un capitolo fondamentale nella loro formazione, un'esperienza che le ha testate sia a livello tecnico chè emotivo. I riflettori del Trofeo Rose del Moscato, che hanno illuminato il loro potenziale e le loro debolezze, sono serviti a mostrare il futuro del calcio femminile rossonero. Un futuro che, sebbene non abbia conquistato trofei, ha già mostrato il suo cuore. E in questo, risiede la vera, gloriosa vittoria.



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