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Il Milan U16 a un passo dalla gloria: l'amaro epilogo di una marcia trionfale nel Trofeo Alba dei Campioni

  • Immagine del redattore: antoinedirezione
    antoinedirezione
  • 2 set
  • Tempo di lettura: 8 min

🖊️ Antonio Manca


La scena finale è di quelle che spezzano il fiato, destinate a rimanere scolpite nella memoria. I riflettori dello stadio "Augusto Manzo" di Alba puntano su due schieramenti di giovanissimi talenti, i cui volti, segnati dalla stanchezza di una battaglia epica, riflettono l'intera gamma delle emozioni umane. La coppa, scintillante e desiderata, è a pochi passi, ma il suo destino si gioca su un unico, implacabile atto: la lotteria dei calci di rigore. Ora, l'intera speranza rossonera poggia sul piede di Francesco Ametrano, autore di una fantastica partita. La narrazione si ferma qui, in questo istante di pura tensione. Un respiro trattenuto, un'attesa che si fa quasi insopportabile. Il portiere nerazzurro, Matias Bettinelli, sembra una figura mitologica, un muro invalicabile che ha già respinto ogni assalto rossonero in un derby che il Milan aveva dominato per ampi tratti. La sua intuizione, il suo balzo, la parata che respinge il tiro di Ametrano, sono un colpo di scena teatrale, il gesto finale di un eroe che si è negato alla sfortuna. L'Inter esplode in un tripudio di gioia, mentre il Milan si ritrova con le mani vuote, a un passo dalla gloria. Eppure, in questa amara conclusione, in questa beffa del destino, si cela il significato più profondo del cammino dei ragazzi di Marco Parolo. Un percorso che, nonostante l'epilogo, è stato un'autentica marcia trionfale, una testimonianza di talento, carattere e prospettive future.


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Il Contesto: Tra Storia e Solidarietà


Il "Trofeo Alba dei Campioni" non è una semplice kermesse giovanile; è un evento di caratura nazionale, un appuntamento di élite che unisce l'eccellenza sportiva a una causa nobile e di profondo impatto sociale. Organizzato dalla Società Albese 1917, con la collaborazione della Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport, il torneo è interamente dedicato alla memoria di Gianluca Vialli e al sostegno concreto della ricerca scientifica. L'intero ricavato viene devoluto all'acquisto di nuovi macchinari per l'Istituto di Candiolo – IRCCS, trasformando la passione per il calcio in un veicolo di speranza e progresso. È una missione che eleva il significato di ogni contrasto, ogni gol, ogni parata, inserendo il risultato sportivo in un quadro di valori etici e umani.

Il torneo, giunto alla sua quarta edizione, coinvolge nove club professionistici di primissimo piano, le cui formazioni Under 16 si sfidano sui campi del Piemonte. La formula è tanto semplice quanto stimolante: tre gironi all'italiana, composti da tre squadre ciascuno. Le partite della fase a gironi si giocano su due tempi da 30 minuti, una durata che comprime il tempo e intensifica l'azione. Accedono alle semifinali le prime classificate di ogni girone e la migliore seconda, in una lotta che premia costanza e determinazione. Le semifinali e la finale, invece, si allungano a due tempi da 40 minuti, richiedendo un maggiore sforzo fisico e mentale. Le sfide si sono svolte in tre sedi principali: lo stadio “Augusto Manzo” di Alba per il Girone A, lo stadio “Fratelli Paschiero” di Cuneo per il Girone B e il campo sportivo di Madonna dell'Olmo, sempre a Cuneo, per il Girone C. Le fasi finali, le semifinali e la finale, sono state ospitate nel prestigioso impianto di Alba, il teatro dove il Milan ha poi scritto il suo epico, e amaro, capitolo finale.


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La storia recente di questo torneo aggiunge ulteriore peso alla performance rossonera. L'albo d'oro, infatti, mostra un palcoscenico in continua evoluzione, dove la vittoria non è mai scontata e non si sono ancora create delle vere e proprie dinastie. La prima edizione, nel 2022, fu vinta proprio dall'AC Milan. L'anno successivo, il trofeo è stato conquistato dal Torino, mentre l'edizione 2024 ha visto il trionfo della Lazio, che si impose in finale proprio contro l'Inter ai calci di rigore. La finale del 2025 non è stata solo il culmine di questa edizione, ma anche il capitolo finale di una trama narrativa più grande. La vittoria dell'Inter non è stata semplicemente la conquista di un titolo, ma una vera e propria rivincita, una redenzione per quella sconfitta dal dischetto subita l'anno prima.


La Marcia Trionfale dei Rossoneri


Il Milan Under 16, inserito nel Girone B insieme a Torino e Cremonese, ha affrontato il torneo con la determinazione e l'efficacia di una squadra già matura. Il loro cammino è stato un crescendo di prestazioni, un'evoluzione costante che li ha portati a dominare la fase a gironi e a superare una semifinale al cardiopalma.

L'esordio, contro la Cremonese, è stato una dimostrazione di forza e di profondità della rosa. Il Diavolo ha vinto con un netto 3-0, una prestazione convincente che ha subito messo in chiaro le ambizioni del gruppo. Il tabellino dei marcatori ha svelato la varietà delle soluzioni offensive della squadra: le reti sono state siglate da Sebasthian Marasco, Alessandro Esposti e Giacomo Cazzaniga.

La seconda sfida, contro i pari età del Torino, è stata la partita che ha suggellato il primo posto del girone e l'accesso diretto alle semifinali. In un match divertente e di alta qualità, il Milan ha superato i granata con il risultato di 3-1. La prestazione è stata impreziosita da una doppietta di Hashim Kateete, con Sebasthian Marasco che ha trovato il gol per la seconda partita consecutiva. Con due vittorie in altrettante partite, il Milan ha chiuso il suo girone a punteggio pieno, meritando il passaggio del turno.   

Il sorteggio delle semifinali ha messo i rossoneri di fronte a un avversario di altissimo livello, la SS Lazio. La partita, disputata all'Augusto Manzo, è stata un vero e proprio test di carattere per i giovani del Milan. Sotto di un gol, la squadra ha saputo reagire con forza, dimostrando una resilienza mentale notevole. I sigilli decisivi che hanno completato la rimonta sono stati messi da Donato De Nicola e Alessandro Esposti, due giocatori che si sono distinti per la loro importanza e la loro capacità di essere decisivi nei momenti chiave del torneo. I loro gol hanno mostrato una squadra che non si arrende mai e che sa come ribaltare un risultato sfavorevole. Con la vittoria per 2-1, il Milan ha strappato il pass per la finale, un traguardo meritato e frutto di un percorso impeccabile. 


Lo spettacolare gol di Donato De Nicola contro la Lazio / Copyright LaGiovaneItalia

La Finale: Cuore, Talento e Crudeltà del Derby


La finale tra Milan e Inter è stata l'apice di un torneo già straordinario, un derby che ha infiammato l'atmosfera dello Stadio Augusto Manzo. La partita è stata una vera e propria battaglia, ricca di intensità e colpi di scena. I giovani rossoneri, pur trovandosi due volte in svantaggio, hanno dimostrato un carattere indomabile, riuscendo a pareggiare e a portare il match ai rigori. Il racconto degli 80 minuti è un'alternanza di emozioni, con il Milan che ha dominato il gioco, schiacciando gli avversari nella loro metà campo per lunghi tratti della gara. Il simbolo di questa finale, tuttavia, è stato il paradosso di un dominio non ricompensato. La sfortuna ha giocato un ruolo cruciale, con Sebasthian Marasco che ha colpito un palo clamoroso, un colpo che avrebbe potuto cambiare le sorti della partita. Ma il vero eroe di giornata, l'antagonista inafferrabile del racconto rossonero, è stato il portiere dell'Inter, Matias Bettinelli. La sua prestazione è stata a dir poco straordinaria, una sequenza di interventi prodigiosi che hanno tenuto a galla la squadra nerazzurra. Ha respinto tiri su tiri, negando il gol in più occasioni a un Milan spregiudicato e convinto dei propri mezzi. È stato un muro invalicabile, e il suo premio come "Miglior Portiere del Torneo" per LGI al termine della gara non è stato un riconoscimento consolatorio, ma il giusto omaggio a una performance che ha deciso il trofeo, dopo essere stato premiato MVP sia della semifinale sia della finale.

Il Milan, nonostante tutto, ha trovato la via del gol grazie ad uno dei suoi talenti. Donato De Nicola, con una doppietta da predestinato, ha mostrato tutta la sua freddezza e il suo istinto da attaccante puro. La sua prima rete, un tap-in su mischia dopo il tocco decisivo di Marasco, e la seconda, un rasoterra preciso dopo una azione personale, hanno tenuto vivo il sogno rossonero, dimostrando come, anche di fronte a un'avversario in stato di grazia, il talento trovi sempre il modo di manifestarsi.

Con il risultato inchiodato sul 2-2, il destino si è affidato al dischetto. Qui, l'Inter ha mostrato una precisione chirurgica, segnando tutti i cinque tiri. Per il Milan, la fine è stata crudele, quasi beffarda: la parata di Bettinelli sul tiro di Francesco Ametrano ha chiuso il sipario sul Trofeo, consegnando la coppa ai nerazzurri e ribadendo una dura lezione del calcio: a volte, il successo non va alla squadra più talentuosa o dominante, ma a quella che riesce a capitalizzare ogni occasione e a mostrare una resilienza difensiva incrollabile, specialmente in un momento di estrema pressione. La vittoria nerazzurra, in tal senso, è stata un trionfo della concretezza, mentre la sconfitta rossonera una lezione sull'importanza della maturità mentale e sulla necessità di trasformare la frustrazione in grinta per le sfide future.

Per ultimo, ma non meno importante, va specificato che i rossoneri presentavano una squadra più giovane degli avversari. Nella distinta del Milan erano presenti dodici calciatori nati nel 2010 e sei nel 2011, in quella dell'Inter diciassette nati nel 2010 e due nel 2011.


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Le Stelle del Futuro


Nonostante la sconfitta finale, il percorso del Milan nel Trofeo Alba dei Campioni ha messo in luce una generazione di talenti che promette di scrivere pagine importanti del futuro rossonero. "La Giovane Italia", un media partner specializzato e autorevole nel settore del calcio giovanile, ha inserito due giocatori del Milan nella sua "Top 11" del torneo: Donato De Nicola e Hashim Kateete. Questo riconoscimento, che trascende il risultato finale, è la prova che le individualità rossonere hanno lasciato un segno indelebile.

Donato De Nicola, l'attaccante classe 2010, si è dimostrato l'uomo chiave dell'attacco rossonero. Con 3 gol e 2 assist, ha dimostrato di avere non solo un istinto implacabile sotto porta, ma anche una visione di gioco che lo rende un pericoloso uomo-assist. La sua doppietta in finale, in un momento di grande pressione, lo ha consacrato come un giocatore di prospettiva assoluta, un attaccante di razza che non teme il palcoscenico.

Hashim Kateete, il terzino, ha rappresentato la spinta offensiva del Milan dalla fascia.  Il suo inserimento nella Top 11 del torneo è il giusto riconoscimento per un giocatore che, partendo da una posizione difensiva, ha saputo rendersi pericoloso in attacco, come dimostrato dalla sua doppietta contro il Torino. La sua storia personale, arrivato dall'Uganda e firmatario con il Milan nel 2023, aggiunge un tocco di racconto epico al suo percorso, rendendolo un esempio di talento globale e di un scouting efficace.

Anche altri ragazzi hanno lasciato il segno in questo torneo. Sebasthian Marasco, autore di due gol nella fase a gironi e di un sfortunato palo in finale dopo essere stato decisivo in occasione del primo gol, ha mostrato il suo talento e la sua capacità di essere incisivo in ogni fase del gioco. E poi c'è Francesco Ametrano, il cui errore dal dischetto non può e non deve cancellare il talento del centrocampista classe 2010. Il suo momento di delusione è una lezione preziosa, un punto di svolta che, nel suo percorso di crescita, lo porterà, un giorno, a trasformare quell'esperienza in un punto di forza. Come non considerare i due nuovi difensori classe 2011, Antonio Manna e Giuseppe Zappia, che anche da sotto-età hanno dato il meglio di loro. O ancora Riccardo Bernabè, altro ragazzo sott-età (2011) che ha giocato da titolare in un ruolo delicatissimo: regista di centrocampo. Il contributo decisivo di Alessandro Esposti e Cristian Sorrentino non è passato di certo inosservato, così come i guizzi del sotto-età Giacomo Cazzaniga autore di un gol nella fase a gironi e di uno spettacolare rigore calciato sotto l'incrocio dei pali nella finalissima.

In attesa della partenza in Campionato, possiamo certamente affermate che quello di Mister Marco Parolo è indubbiamente un buon inizio alla guida dei ragazzi dell'U16.

 
 
 

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