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Nel Solco del Paròn: secondo posto per il Milan U17 al Trofeo Nereo Rocco

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    antoinedirezione
  • 28 ago
  • Tempo di lettura: 5 min

🖊️ Antonio Manca


Nel pantheon del calcio italiano, poche figure hanno un'aura così monumentale e un lascito così tangibile come Nereo Rocco. Soprannominato il "Paròn," un termine triestino che evoca rispetto, autorità e una certa rude saggezza, Rocco non fu soltanto un allenatore; fu un autentico pioniere, un demiurgo capace di forgiare vittorie con il pragmatismo del lavoro e l'estro di un'intelligenza calcistica fuori dal comune. Nato a Trieste nel 1912, la sua carriera di giocatore lo vide protagonista con la maglia della Triestina per nove stagioni, con la quale disputò 235 partite e segnò 62 reti, prima di concludere la sua parabola agonistica con un breve intermezzo a Napoli, dove siglò un gol della vittoria contro il suo futuro Milan.

Ma è come allenatore che il Paròn ha inciso il suo nome nella storia in modo indelebile. È ancora oggi il tecnico più vincente della storia del Milan, con dieci trofei ufficiali al suo attivo, un palmarès che include due Coppe dei Campioni, tre Coppe Italia e due Scudetti. La sua filosofia calcistica, fondata sul catenaccio ma anche sulla disciplina ferrea e su un legame quasi paternalistico con i suoi giocatori, ha rappresentato un'epoca. Per onorare un uomo di tale statura, nel 1981, due anni dopo la sua scomparsa, l'allora "Trofeo Giglio di Firenze" si trasformò nel "Torneo Internazionale Nereo Rocco", un evento che da allora si svolge annualmente tra Firenze e Bagno a Ripoli, diventando una vetrina d'eccellenza per il calcio giovanile. Questo torneo, tuttavia, è molto più di una semplice competizione per squadre Under 17. È un rito nazionale, un ponte tra il passato glorioso e il futuro del calcio. La sua unicità è testimoniata dall'assegnazione annuale di premi intitolati a Nereo Rocco stesso, che celebrano non solo le promesse del campo ma anche le icone del presente e del passato. L'elenco dei premiati è un'enciclopedia vivente del calcio e del giornalismo sportivo italiano, con nomi del calibro di Gianni Rivera, Paolo Maldini, Fabio Capello, Roberto Baggio, Luciano Spalletti e Roberto Mancini per la sezione sportiva, e giganti del giornalismo come Gianni Brera, Sandro Ciotti e Federico Buffa per la categoria dedicata. Questa dualità, che riconosce tanto l'atleta quanto il narratore e il costruttore del gioco, eleva il Trofeo a un monumento culturale che celebra l'intero ecosistema del football, confermandone il ruolo di evento di primaria importanza per chiunque ambisca a lasciare un segno in questo mondo.


Nereo Rocco / Copyright FIGC
Nereo Rocco / Copyright FIGC

La vittoria rossonera


L'unico successo del Milan in questa competizione è piuttosto recente, risalente al 2021. Al tempo il Milan battè nel girone la Settignanese 9-1, l'Empoli 2-0 e l'Arezzo 1-0. In semifinale i rossoneri trionfarono 2-0 sul Bologna e la finale con la Fiorentina fu vinta 1-0 grazie a un gol del classe 2005 Vincenzo Perrucci, tutt'oggi in rossonero col Milan Futuro. Il capocannoniere della competizione fu l'allora rossonero Jordan Longhi (oggi al Monza), mentre il premio di miglior calciatore della competizione venne consegnato al centrocampista classe 2005 Victor Eletu, anche lui tutt'oggi in rossonero con Milan Futuro.


Jordan Longhi e Victor Eletu nel 2021 / Copyright AC Milan
Jordan Longhi e Victor Eletu nel 2021 / Copyright AC Milan

Il Palcoscenico dei Sogni: Storia e Struttura del Trofeo


Il recente e brillante percorso della formazione Under 17 del Milan ha avuto luogo nel corso della 46ª edizione del Trofeo, una distinzione cruciale che sottolinea la continuità e la precisione di un evento che ha visto la sua prima iterazione nel 1980 e che si rinnova costantemente. Organizzato dalla U.S. Settignanese, il torneo si è svolto dal 23 al 27 Agosto a Firenze, un palcoscenico che offre ai giovani calciatori un'esperienza di crescita unica, misurandosi in stadi di rilievo come lo "Stadio Ferruccio Valcareggi" e l'"Impianto I Ponti".

L'edizione di quest'anno ha radunato un parterre di partecipanti di altissimo livello, confermando la reputazione del torneo come uno dei più competitivi a livello giovanile in Italia e non solo. Le sedici squadre, in rappresentanza di quattro nazioni diverse, sono state suddivise in gironi, offrendo subito sfide stimolanti. Hanno aderito al torneo club di Serie A come Milan, Fiorentina, Empoli, Monza e Sassuolo, affiancati da altre importanti società italiane come Carrarese, Pisa, Spezia, Pontedera, US Affrico, Scandicci, Sangiovannese e Settignanese. La presenza internazionale ha elevato ulteriormente il livello della competizione, con la partecipazione di squadre di spicco come il Partizan Belgrado (Serbia), lo Sturm Graz (Austria) e il Vejle (Danimarca).

La competizione partiva con 4 gironi da 4 squadre cadauno. La prima classificata di ogni girone si sarebbe qualificate alle semifinale. Il Milan è stato sorteggiato nel girone con Vejle, Sassuolo e Settignanese.


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La Cavalcata Rossonera


La cavalcata del Milan in questa 46ª edizione è stata un inno alla forza del settore giovanile rossonero, un percorso che ha unito la solidità del gruppo alla brillantezza di alcuni talenti individuali. Il cammino del Milan è iniziato nel Girone C, dove i giovani rossoneri hanno dettato legge fin dalle prime battute.

L'esordio contro il Vejle si è rivelato un test di carattere. Il Milan ha conquistato una vittoria per 2-1, con le reti segnate dal giovanissimo Akram Jadid, classe 2011 alla prima presenza in U17 giocando 2 anni sotto-età, e da Leonardo Colombo, nato nel 2009. L'incontro ha dimostrato subito che la squadra era in grado di prevalere in partite combattute, con un mix di precocità e talento affermato.

La seconda sfida, contro il Sassuolo, è stata un'ulteriore conferma della superiorità rossonera, conclusasi con un netto 2-0 firmato ancora da Leonardo Colombo e da Pietro Piazza, classe 2010. La vittoria è arrivata contro una delle accademie giovanili più rispettate in Italia, un segnale della caratura del Milan. La fase a gironi si è conclusa con una dimostrazione di forza schiacciante: un perentorio 7-0 inflitto alla Settignanese. La pioggia di gol ha visto un'ampia partecipazione, con le doppiette di Pietro Avogadro e Andrea Zaffanelli, entrambi classe 2009, e le marcature singole di Leonardo Colombo, Francesco Bonomi e Yaroslav Kharkevych, tutti nati nel 2009. 

Superato lo scoglio dei gironi con un percorso netto, il Milan si è trovato ad affrontare in semifinale lo Sturm Graz. Dopo una partita intensa e combattuta, le due squadre sono giunte ai calci di rigore, un momento di pura pressione e nervosismo che rappresenta una prova cruciale per la maturità mentale dei giovani atleti. Il Milan ha mantenuto i nervi saldi e ha conquistato la vittoria, guadagnandosi il diritto di giocare la finale contro l'Empoli.

La finale, tuttavia, ha rappresentato un ostacolo insormontabile. Nonostante un percorso quasi perfetto, il Milan è stato sconfitto per 2-0 dalla formazione toscana. L'Empoli ha una storia consolidata di successi nel Trofeo Nereo Rocco, con ben quattro vittorie nel suo albo d'oro prima di quest'ultima affermazione.


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La Prospettiva del Futuro


La reale vittoria del Milan in questo torneo non è stata il trofeo, ma la validazione del suo progetto giovanile e del nuovo corso dell'U17 che a breve esordirà nel campionato di categoria. La squadra ha dimostrato un talento diffuso, una forza collettiva e la capacità di superare sfide complesse, come la drammatica semifinale vinta ai rigori. Il confronto con un'eccellenza del settore come l'Empoli ha offerto una lezione inestimabile, mostrando che il percorso verso l'elite è fatto di perfezionamento continuo e di apprendimento da chi ha fatto della formazione un'arte.

I giovani che hanno calcato i campi di Firenze non sono tornati a casa a mani vuote. Hanno portato con sé un'esperienza preziosa, una maggiore consapevolezza delle loro capacità e la certezza di far parte di un progetto ambizioso. Hanno onorato il nome del Paròn con la loro passione, la loro determinazione e il loro talento. In questo senso, hanno già conquistato il trofeo più importante: la prospettiva di un futuro promettente nel solco di Nereo Rocco.


 
 
 

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